Realizzare una casa partendo dal cuore?

Il rapporto di vicinato: il rumore

Dedicato al futuro proprietario di una motosega a motore

Il fuoco, questo sconosciuto

Annotazioni storiche e considerazioni attuali sul riscaldamento in una casa

Appunti sulle principali tipologie di riscaldamento a legna e pellets

Il decespugliatore, ma non per tutti

La Falce Fienaia, regina del silenzio e protettrice delle Api

Sulla coltivazione di un orto e altri discorsi  

 Bibliografia essenziale

 Filmografia essenziale

 Video- documentari essenziali

Poesia sul legno

 

 
Di Antonio Palù,
Montanaro e poeta alpino 1928-2003

Povero legno come ti abbiamo trattato!
Legno puro, vivo, stagionato dal tempo
ci offri miriadi di colori e sfumature
Nelle tue vene scorreva l'acqua
con la tua forza si sostengono le nostre opere
ci offri sicurezza, un piano dove appoggiare il vino, figlio tuo
un ristoro dalla stanchezza,
o chiusi nella morte, in te, piangenti e tristi
Legno, perché ti verniciamo di tossico
Perché ti impastiamo con sostanze velenose?  
Ti incolliamo a strati per vanità e avarizia.
Eppure basterebbe lasciarti al naturale,
 lasciarti prendere la Luce,
sentirti invecchiare con noi, come sempre è stato.
Legni duri e forti, ci penserebbero loro a farci ricordare per mille anni!
Meritiamo il nostro sciagurato agire? 
Poveri illusi.
Stiamo donando i nostri impregnanti velenosi alle generazioni future
Non sapranno che farsene
Non sapranno dove buttarlo
Non lo potranno nemmeno bruciare!
Come facciamo noi ora 
senza scrupolo alcuno
senza scrupolo alcuno
Povera aria tua, non più cristallina
Lo sotterriamo intossicato per avvelenare anche la terra.
Ci condanneranno per questo
I più ci dimenticheranno,
se saremo fortunati.
Albero, tu che vedi e senti tutto questo
Indifferente lo so, perché tu sei il Tempo Immutabile
Leggi queste parole
Dona a noi la pace 
Facci salire piano verso la Luce

Un pittore dell´800: Millet


Jean-François Millet (1814-1875) è stato un pittore francese,
considerato uno dei maggiori esponenti del Realismo
Ispirandosi a un quadro di Millet, Victor Hugo, nel 1866 avrebbe celebrato «il gesto augusto del seminatore» e lo stesso Millet era consapevole della forza eroica dei suoi contadini, tanto che nel febbraio del 1851 scrisse:
«Come potete capire dai titoli, non ci sono donne nude o soggetti mitologici. Voglio cimentarmi con temi diversi da questi, che sento non essermi vietati, ma che non vorrei essere costretto a fare […] e questo perché, a costo di passare ancor più per socialista, è il lato umano, schiettamente umano, quello che in arte mi tocca di più; e, se potrò fare ciò che voglio, o almeno provarci, non farò nulla che non sia il risultato di impressioni ricevute dall'aspetto della natura, sia essa paesaggio o figure. E non è mai il lato gioioso quello che mi appare; non so dove sia e non l'ho mai visto. Ciò che di più allegro conosco è questa calma, questo silenzio di cui si gioisce così intimamente all'interno del bosco o sui campi arati. Mi direte che questo discorso è molto da sognatore, di un sogno triste, anche se certo dolcissimo [...] ma è lì, secondo me, che si trova la vera umanità, la grande poesia»
Fonte Wikipedia

Citazione dedicata a chi vuole vivere in campagna!

Un po' di bosco, un orto, animali da guardare e poi fiori, erbe, radici, funghi!
e poi? So che serve una citazione ora, questa di Lev Tolstoj, ad esempio:
“Ho vissuto molto, e ora credo di aver trovato cosa occorra per essere felici: una vita tranquilla, appartata, in campagna. Con la possibilità di essere utile con le persone che si lasciano aiutare, e che non sono abituate a ricevere. E un lavoro che si spera possa essere di una qualche utilità; e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?”